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Il muro e la verità
A Zagabria incontro delle Conferenze episcopali centro-orientali
“Dopo il crollo del comunismo la Chiesa affronta nuove sfide, nuovi problemi, ma il comandamento resta sempre uguale: ‘Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura’”. È quanto ha scritto Benedetto XVI nel messaggio inviato al card. Josip Bozanić, arcivescovo metropolita di Zagabria e vicepresidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), in occasione del terzo Incontro dei cardinali e dei presidenti delle Conferenze episcopali dei Paesi dell’Europa centro-orientale su “Missione della Chiesa nell’Europa Centro-Orientale a vent’anni dal crollo del sistema comunista (1989-2009)”, che si è svolto il 9 e il 10 febbraio nella capitale croata, dopo quelli di Budapest nel 2004 e di Praga nel 2007. Duplice l’anniversario di cui i partecipanti hanno fatto memoria: il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989) che ha segnato la fine del comunismo, e il decimo anniversario della beatificazione del cardinale arcivescovo di Zagabria, Alojzije Stepinac (1898-1960), martire del regime comunista, nel giorno della sua memoria liturgica (10 febbraio).
Missione in Europa. “Dalla natura della Chiesa - ha proseguito il Papa - deriva la sua missione, che è sempre la stessa”. Rammentando che “fino a vent’anni fa annunziare la buona novella di Gesù Cristo nei Paesi dell’Europa centro-orientale era veramente difficile e anche pericoloso, specialmente per i pastori della Chiesa”, Benedetto XVI ha rievocato la figura del card. Stepinac (beatificato il 3 ottobre 1998, ndr), il cui martirio e testimonianza “ci stimolano e incoraggiano, assicurandoci che la Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio annunziando la passione e la morte del Signore fino a che Egli non venga”. “La mutua cooperazione tra i pastori e le Conferenze episcopali è di grande importanza per lo svolgimento di questa missione” e “questo incontro, espressione della vitalità della Chiesa - ha concluso Benedetto XVI – dà nuova speranza per l’efficacia della sua missione in Europa e nel mondo”.
Le “nuove sfide”. Ad introdurre i lavori gli interventi dei cardinali Peter Erdö, arcivescovo di Budapest e presidente del Ccee, e Angelo Scola, patriarca di Venezia, che, spiegano dall’arcidiocesi di Zagabria, hanno illustrato “dal punto di vista, rispettivamente, dell’Europa centro-orientale e occidentale, la situazione della missione della Chiesa nel continente”. “Pur dinanzi ad un contesto storico profondamente mutato - ha quindi osservato il card. Josip Bozanić - nella mentalità odierna riappare il rischio di visioni riduttive dell’uomo. Si ripropongono errori di carattere antropologico e nuovamente sono posti al centro dell’attenzione l’esercizio della libertà umana e il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo”. Queste sono le “nuove sfide” che la Chiesa si trova ad affrontare. Commemorando i vent’anni della caduta del comunismo, il card. Bozanić ha ricordato come Giovanni Paolo II interpretasse tale momento, “nel suo discorso alla riunione di consultazione della prima Assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi, affermando: «Per i Paesi dell’Europa centrale e orientale questo evento significa l’uscita, in un certo senso, dalle catacombe e, in ogni caso, l’uscita da una situazione di più o meno radicale violazione dei diritti personali, in particolare del diritto di libertà religiosa e della stessa libertà di coscienza»”.
No al compromesso. “Riflettendo sulla logica del totalitarismo marxista nei vari Paesi – ha proseguito l’arcivescovo di Zagabria citando Papa Wojtyla – «Comune era il presupposto da cui si partiva: la religione, quale elemento di alienazione, doveva sparire per consentire la liberazione dell’uomo. Si può dire che l’esperienza del periodo ora conclusosi ha dimostrato esattamente l’opposto: la religione e la Chiesa si sono rivelate tra i fattori più efficaci nella liberazione dell’uomo da un sistema di asservimento totale»”. Da qui l’invito, valido ancora oggi, per “la Chiesa in Europa ad una nuova e coraggiosa evangelizzazione per «riscoprire le proprie radici cristiane e instaurare una civiltà più profonda, veramente più cristiana e perciò anche più umana»”. Nell’omelia tenuta la sera del 10 febbraio nella cattedrale di Zagabria in occasione della festa liturgica del beato Stepinac, il card. Bozanić ha affermato che nonostante il crollo del muro di Berlino” la verità non riesce mettere radice” perché se “la cortina è caduta e il sistema si è frantumato”, le schegge “sono abbastanza resistenti e si manifestano nelle forme di promozione delle stesse falsità” di prima “non solo attraverso la politica e nel rapporto con il passato, ma anche nel rapporto con l’educazione, la scienza, l’istruzione”. Oggi “si presentano richieste contraddittorie sulla verità antropologica dell’uomo, che si riflettono perfino nelle norme legislative”, ma “noi – ha concluso il presule - non acconsentiremo mai ad esse”, né “potremo mai accettare alcun compromesso politico”.
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- GLI ALLEGATI
eur11.rtf (Allegato RTF)
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